Squadre iconiche: l'Italia di Milena Bertolini

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29 June, 2020

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Nella memoria collettiva dei tifosi azzurri, la partita associata per eccellenza al 29 giugno è Italia-Olanda, leggendaria semifinale di Euro 2000 in cui Francesco Totti riprese il rigore a scavetto inventato dal cecoslovacco Antonin Panenka nel 1976, lo ripropose spiazzando il portiere Edwin Van der Sar e lo trasformò nel marchio del "Cucchiaio". Tuttavia, il 29 giugno del 2019 si aggiunse all'elenco un altro incontro altrettanto importante, sempre contro l'Olanda, che, anche se ebbe un esito diverso, obbligò davanti alla tv tanti italiani che per la Nazionale, o, meglio, per quella Nazionale, non avevano mai fatto il tifo prima d'allora: il quarto di finale del Mondiale femminile.

Se la rappresentativa maschile ha un rapporto di odio e amore con il Mondiale, fatto di tante cadute al limite dell'imbarazzante, ma anche di cinque finali e quattro Coppe del Mondo conquistate, quella femminile non è mai andata oltre i quarti di finale, nelle sole tre partecipazioni collezionate fin qui. Il piazzamento dello scorso anno, però, ha avuto un enorme significato e impatto, molto maggiore rispetto a quello ottenuto nel 1991, ai tempi della grandissima Carolina Morace. Questo per due motivi: il primo, sportivo, è che dopo i due secondi posti agli Europei, negli anni '90, nei due successivi decenni la Nazionale aveva avuto un crollo verticale; il secondo, sociale, è che nel mondo, ma in particolare in Italia, in cui il calcio è lo sport nazionale, molti non credono che questa disciplina possa essere praticata a livello professionistico dalle donne e hanno cercato di osteggiarne la crescita.

Nel 2017 Milena Bertolini prese il comando della Nazionale. Contestualmente, alcune società della Serie A maschile, tra cui Juventus, Fiorentina e Milan, cominciarono a creare squadre anche al femminile, più ricche e dotate di migliori impianti e personale rispetto alle altre, che favorirono il rientro nel Paese di alcune campionesse azzurre, come il capitano dell'Italia, Sara Gama. La Nazionale stessa ne uscì rafforzata e conquistò la qualificazione al Mondiale dopo 20 anni d'assenza. Considerando anche il flop della selezione maschile, che aveva mancato la qualificazione alla Coppa del Mondo del 2018, il Paese si ritrovò, unito, a fare il tifo per quella femminile, grintosa e compatta. La Rai decise di trasmettere le partite in chiaro e fu un successo, sia sportivo, sia di pubblico: l'Italia si piazzò prima in un complicatissimo girone, precedendo due squadre molto forti come Australia e Brasile, agli ottavi eliminò per 2-0 l'altrettanto ostica Cina e ogni incontro fu seguitissimo. Il cammino delle azzurre si chiuse contro le olandesi, campionesse d'Europa, ma non senza lottare. I dati dell'incontro furono straordinari: più di cinque milioni di italiani l'avevano visto, un record. Fu questo il vero successo di quella Nazionale, l'aver dimostrato che nel calcio c'è spazio per tutti e l'aver regalato un sogno alle migliaia di ragazzine che, in Italia, ambiscono a trasformare la propria passione in un lavoro e che, magari, ora non sogneranno più di diventare un bomber come Ciro Immobile, ma come Cristiana Girelli.

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