T-intervisto, Spanò: "Era il momento di fermarsi. Ai giovani dico di non preoccuparsi dei giudizi"

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31 July, 2020

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Ventisei anni a correre dietro a un pallone da calcio. Tutta la trafila delle giovanili, la chiamata della Reggiana e una promozione in Serie B, vissuta da capitano dei Granata. Poi la decisione di dire basta per seguire un'altra strada, completamente diversa, dopo aver vinto una borsa di studio di un'università internazionale. La storia di Alessandro Spanò va in controtendenza con quelle che siamo abituati a leggere, è fatta di una scelta dolorosa ma che dimostra grande maturità. Lo abbiamo intervistato a pochi giorni dal suo addio al calcio.

Quando hai preso la decisione di lasciare?
L’ho maturata nel tempo. Quest’anno in parallelo al calcio ho strutturato il percorso per l’ammissione al Master.

Perchè lo hai fatto?
Lo sentivo dentro, me lo chiedeva il mio percorso di crescita. Il master ti porterà lontano dal calcio per ora.

In futuro ti piacerebbe tornare in altre vesti?
Accoglierò ciò che riserva il futuro, ma decidere ora è prematuro. Nel post che hai scritto parli a te da bambino.

Che consigli daresti ai più giovani?
Di lottare per i propri sogni, senza preoccuparsi di alcun giudizio perchè ognuno ha il proprio percorso.

Il tuo ricordo più bello da calciatore?
I momenti passati con i compagni nel quotidiano 

Le emozioni della gara con il Bari?
Un sogno che si è avverato, una felicità immensa per me, per la squadra, società e un’intera città.

Il tuo prossimo obiettivo?
Continuare nella mia crescita personale, e scoprire un po’ il mondo.

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