Serie A: i voti al mercato delle "grandi"

Sessione molto positiva per Inter, Atalanta e Napoli, nì per Juve e Milan, bocciate Lazio e Roma

Tascout

06 October, 2020

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Dopo aver stravolto i campionati, il coronavirus ha fatto lo stesso anche con la sessione di mercato, terminata a ottobre, come non s'era mai visto prima, e molto diversa dal solito. Tra le big italiane c'è chi ha scelto di fare qualcosa di ristretto, con acquisti mirati e cessione degli esuberi, chi ha rivoluzionato la rosa e chi non è stato in grado di ottenere il necessario. Come ogni anno, però, hanno quasi tutte hanno cambiato volto. Vediamo come si sono mosse, tra agosto e settembre, le prime sette classificate della scorsa Serie A.

Juventus (Voto 6.5): Una rosa svecchiata di 42 anni, diversi esuberi smaltiti e un monte ingaggi alleggerito. Quella della Juventus è stata una sessione "intelligente", in cui si è cercato di rimediare ad alcuni recenti errori di mercato, come Douglas Costa, Matuidi, De Sciglio, Rugani, Perin, Pjaca e, in parte, Higuain. Il problema è che il ricavato è stato zero e si è risolto tutto con lo scambio tra Pjanic e Arthur, con il Barcellona, fatto passare per due vendite multimilionarie separate, utili ai bilanci delle due squadre. Tra i nuovi arrivi, però, ci sono giocatori di grande prospettiva come McKennie e Kulusevki, il colpo Chiesa e lo stesso Arthur, che è un ottimo centrocampista. Restano, comunque, dei dubbi sui pochi centrali di difesa a disposizione, sulla scelta di Morata per il ruolo di centravanti e su quella di Pirlo come nuovo allenatore.

Inter (Voto 7.5): L'acquisto di Hakimi, per "soli" 35 milioni è stato sensazionale. Il marocchino è, potenzialmente, il terzino destro più forte in Europa e ha già mostrato cosa sia in grado di fare anche in Serie A. Perfetto per il gioco di Conte, Hakimi è la perla di un ottimo mercato dei nerazzurri, completato con Darmian, la conferma a zero di Sanchez, i tre milioni complessivi spesi per Vidal e Kolarov, il ritorno di Perisic e la permanenza di Eriksen, che si sta pian piano integrando in squadra. L'Inter ha una rosa infinita e, grazie anche alla possibilità di fare cinque cambi a partita, si candida seriamente al ruolo di favorita per lo scudetto. A voler cercare qualche pecca, sarebbe servito un quarto attaccante affidabile e la difesa, granitica lo scorso anno, è un po' da registrare, sperando che Skriniar si adatti a giocare in una linea a tre.

Atalanta (Voto 7,5): Quest'anno non c'è niente da scherzare con l'Atalanta, i nerazzurri hanno costruito una rosa da scudetto. Al già infinito arsenale offensivo si sono aggiunti il fortissimo russo Miranchuk e l'ottimo prospetto olandese Sammers, già in goal. Col ritorno di Pessina, anche il centrocampo è a posto, mentre Romero ha rafforzato la difesa. Il 7.5, però, è dovuto anche alle cessioni, con il ds Sartori ha realizzato un capolavoro e mezzo. Dopo la cessione di Castagne per 25 milioni al Leicester, nell'ultimo giorno di mercato il classe 2002 Traoré è stato venduto al Manchester United per ben 40 milioni. Solo due le incognite per l'Atalanta: il rendimento di Piccini, Mojica e Depaoli, riserve dei titolarissimi Gosens e Hateboer, e l'infortunio di Caldara, che sarà fuori per tre mesi, accorciando un po' la coperta in difesa.

Lazio (Voto 5.5): Quello dei biancocelesti non è stato un mercato all'altezza del ritorno in Champions League dopo così tanti anni. Molto positiva è la riconferma del blocco titolare dell'anno scorso, pieno di qualità, e buono è anche l'arrivo di alcuni innesti per allungare un po' la rosa, ma non sono entrati quei nomi pesanti necessari per competere per lo scudetto e fare un buon percorso in Europa. Gli acquisti degni di nota sono Reina, secondo portiere di esperienza, Hoedt, centrare di difesa che era già passato per la Lazio e conosce l'ambiente, ma che è stato un ripiego, Fares, giovane esterno sinistro che ha ben figurato alla Spal, e Andreas Pereira del Manchester United. Muriqi ed Escalante sono incognite, Kiyine e Akpa Akpro dei riempitivi.

Roma (Voto 5,5): Una squadra che vuole tornare in Champions League dopo una brutta annata non può ridursi alle ultime ore di mercato per piazzare i due colpi più importanti della sessione. Anche perché, nel caso di El Shaarawy, è andata male e i giallorossi si ritrovano ora con tre soli trequartisti/ali. Per fortuna di Fonseca, almeno Smalling è tornato e non avrà bisogno di ambientarsi, completando un'ottima difesa con Ibanez, Mancini e Kumbulla, difensore di grande prospettiva, strappato a Lazio e Inter. Davanti c'è l'incognita Dzeko, a un passo dalla Juventus per tutto il mercato e che ora dovrà ritrovare il giusto assetto mentale, mentre Pedro, arrivato a zero, è un gran colpo. Rimane comunque il problema della fascia destra, dove alla Roma sono rimasti Karsdorp, Bruno Peres e Santon, non propriamente gli esterni dei sogni.

Napoli (Voto 7): Pochi acquisti, mirati e di sostanza, il mercato del Napoli è stato chirurgico. Osimhen, operazione più costosa della storia degli azzurri, è giovane di enorme prospetto e si è già integrato, anche se dovrà dimostrare di valere i più di 60 milioni spesi. Confermato Mertens già in estate, sono poi arrivati Rrahmani, ottimo difensore, strappato velocemente alla concorrenza, Bakayoko, mediano di sostanza, e Petagna, attaccante che piace a Gattuso. Il Napoli si è già mostrato solido, nonostante le importanti perdite di Allan e Callejon, uscita che, per altro, ha permesso a Lozano di ritrovare subito spazio. Mezzo voto in meno per la gestione del caso Milik, rimasto a pesare sui conti di De Laurentiis e che si libererà a zero a giugno.

Milan (Voto 6,5): Tutto il mercato del Milan ruotava attorno alla conferma di Ibrahimovic che, per fortuna di Pioli, è arrivata. La mossa successiva di Paolo Maldini è stata quella di convincere Tonali, soffiando il regista italiano del futuro a Inter e Juventus, che sembravano avercelo in pugno. Ottimi gli acquisti definitivi di Saelemaekers, Rebic e Kjaer, fondamentali nella seconda metà dello scorso campionato. Positivo anche l'impatto con la Serie A del giovane trequartista Diaz, che completa una buona linea con Leao, Calhanoglu, Castillejo e Saelemaekers. Rimangono, però, i dubbi in difesa e in attacco: oltre a Ibrahimovic e il duttile Rebic, restano solo i giovanissimi Daniel Maldini e Colombo, mentre dietro, a parte Gabbia, altro giovane che già sta ben figurando, l'unica riserva di Kjaer e Romagnoli è l'inadeguato Duarte.

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