Fuoriclasse odiati: quando i trofei non bastano

Troll, haters seriali o detrattori per partito preso: il mondo del calcio ne è pieno. A farne le spese, dei veri campioni

Tascout

13 October, 2020

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Il quarto titolo Nba, il quarto titolo di miglior giocatore delle Finals e la "stagione della vendetta" completata. Per LeBron James, quella di domenica è stata una delle notti più dolci, eppure ha sentito il bisogno di concluderla con una frase carica di significato e rabbia: "E ora voglio anche il mio dannato rispetto". Questo perché, nonostante sia uno dei cestisti migliori di sempre, è un giocatore che ha anche tanti odiatori. Una cosa che succede anche nel calcio, in particolare in questi anni in cui i social network hanno favorito il proliferare di troll che si divertono a fare gli "haters" solo per una manciata di like e per sentirsi al centro dell'attenzione. Ecco tre esempi di fuoriclasse che hanno una nutrita schiera di detrattori.

Lionel Messi: "Senza Iniesta e Xavi non è nulla", "Fuori dal Barcellona non vince niente", "Sa solo lamentarsi". Ne abbiamo sentite di tutte su Lionel Messi, uno che rientra, a pieno titolo, nella discussione su chi sia il miglior giocatore della storia. C'è chi dice che l'aver giocato sempre e solo col Barcellona sia una colpa e l'abbia favorito, anche se, in realtà, lui il Barcellona l'ha fatto grande, enorme. C'è chi dice che non sarà mai come Maradona, perché, oro olimpico e Mondiali Under-20 a parte (hai detto niente!), con l'Argentina ha collezionato solo finali internazionali perse. Mentre gli altri parlano, però, Messi continua a macinare trofei.

Zlatan Ibrahimovic: Nonostante abbia vinto campionati a iosa e abbia risollevato squadre dalla polvere, come successo col Milan l'anno scorso, Zlatan Ibrahimovic è additato da molti come un perdente. Mal digerito, da questi, per le sue uscite piene di arroganza, ma spesso basate su dati di fatto e sul suo culto della vittoria, allo svedese viene rimproverato di non aver mai vinto né una Champions League, né un Pallone d'oro. Tuttavia, la bacheca infinita di Ibrahimovic e il suo sconfinato talento, che lo rendono tuttora uno dei migliori attaccanti del mondo, a 39 anni, parlano per lui con voce più forte di quella degli odiatori.

Neymar Jr.: Se, da una parte, è vero che Neymar ha una tendenza alla simulazione ed esagerazione dei falli subiti che non lo rende il giocatore più simpatico del mondo, dall'altra va detto che sono anni che ci delizia con un talento esagerato, sconfinato, fatto di giocate fuori dal mondo e goal e assist a ripetizione, sia con i club, sia con la Nazionale. Molti lo hanno anche incolpato per la mancanza di successi in Champions del Psg, dato che ha saltato più volte partite cruciali, per motivi vari, tuttavia, il brasiliano ha portato tanti trofei ai parigini e quest'anno, nonostante la situazione surreale del mondo, li ha trascinati in finale, a un solo goal dal sogno europeo.

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