L'attaccante che vorrei: la punta dei sogni per l'Italia di Mancini

Abbiamo giocato a immaginarci chi, tra gli attaccanti della storia della Nazionale, sarebbe l'ideale per l'Italia di oggi

Tascout

15 October, 2020

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Se poteste esprimere un desiderio, uno solo, in questo momento, quale scegliereste? Roberto Mancini, ct della Nazionale italiana, molto probabilmente chiederebbe l'attaccante giusto per completare la macchina da guerra che ha plasmato, in grado di costringere l'Olanda a difendersi con una linea a cinque, ma a cui manca un finalizzatore eccellente. Ma chi potrebbe essere l'attaccante ideale per gli azzurri, tra i tanti che hanno rappresentato il nostro Paese?

Mettiamo subito le mani avanti: scegliere è difficilissimo, c'è una serie infinita di campioni che hanno vestito la maglia azzurra, però una decisione va presa. Partiamo con l'ovvio, Roberto Baggio, uno dei più forti numeri 10 della storia. Il Divin codino ha segnato 27 goal in azzurro, regalato assist a palate e trascinato per un decennio la Nazionale, ma ha dimostrato di giocare meglio accanto a un'altra punta che in mezzo a due ali. Scavando fino ai gloriosi anni '30, troviamo due monumenti come Silvio Piola e Giuseppe Meazza, che oggi sarebbero attaccanti da oltre 100 milioni di valutazione. Poi ci sono goleador come Paolo Rossi, Alessandro Altobelli e Francesco Graziani, pilastri dell'Italia campione del mondo nel 1982, e i componenti di uno dei più forti attacchi azzurri di sempre: Filippo Inzaghi, Francesco Totti, Luca Toni, Alessandro Del Piero e Alberto Gilardino. Chiudiamo con l'ultimo dei centravanti esclusi: Christian Vieri. Nel suo momento migliore, Bobo è stato un attaccante devastante e tecnico, capace di giocare di sponda, segnare da fuori area, di testa, di potenza e di svariare su tutto il fronte offensivo. Però, per sua sfortuna, c'era qualcun altro.

Quel qualcuno è Gigi Riva. Miglior marcatore di sempre della Nazionale, con 35 goal in 42 partite, Rombo di Tuono, come amava chiamarlo il grande giornalista Gianni Brera, è stato l'idolo di una Regione intera per 14 anni, quelli trascorsi al Cagliari. Il giocatore lombardo fu tre volte capocannoniere della Serie A e uno degli attaccanti più forti al mondo, nella prima metà degli anni '70, trascinando i sardi, nella stagione 1969-70, a uno scudetto che fu incredibile anche per un'epoca cui non era ancora così raro vedere delle provinciali conquistare il tricolore. Per Riva poco cambiava tra Cagliari e Nazionale, le gambe non gli tremavano mai, anzi, tremavano solo ai suoi avversari, e tra il 1968 e il 1970 condusse l'Italia al titolo europeo e alla finale mondiale. Anche a livello tecnico, Riva sarebbe ideale per la Nazionale di oggi perché, oltre a essere agile, forte anche nel gioco aereo e dotato di un tiro micidiale, amava svariare su tutto l'attacco e allargarsi a prendere palla per rientrare e segnare col suo mancino. Spazi e situazioni che si creano di frequente nelle partite odierne dell'Italia.

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