Si parla troppo poco di Mattia Zaccagni

Fantasista e uomo assist del miglior Verona dopo gli anni '80, è un trequartista in costante crescita

Tascout

12 November, 2020

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Una carriera cominciata e maturata in Serie C, due ottime stagioni in Serie B e la gioia della prima annata intera in Serie A rimandata a causa del solito, imprescindibile infortunio al ginocchio che ha fermato sul nascere tante giovani stelle. Mattia Zaccagni, però, non s'è mai arreso e, sotto la guida di Ivan Juric, che ha trasformato il Verona in una macchina da punti e lo ha avanzato dalla mediana alla trequarti, è diventato il trascinatore dei veneti, fino a guadagnarsi la prima convocazione in Nazionale. Poche, troppo poche le attenzioni su questo cesenate del 1995 rispetto alle sue qualità, che, anno dell'infortunio a parte, ha sempre mostrato. Assieme a Mattia Pessina e Valerio Verre, suoi compagni di reparto, nella scorsa stagione ha portato i gialloblù a un insperato nono posto, mentre tanti davano li davano come sicuri retrocessi. Un peccato che una batteria di trequartisti del genere sia stata smembrata così rapidamente, dato che Pessina e Verre erano in prestito annuale secco, ma né il Verona, né Zaccagni sembrano aver risentito dello stravolgimento portato dal mercato estivo.

Va detto che l'esperienza in mediana gli è servita tantissimo per migliorare in fase di regia e lo spostamento verso una zona più avanzata del campo è ciò che gli serviva per esplodere: il percorso inverso rispetto a quello fatto da Andrea Pirlo ai tempi del Milan. Ora è diventato il regista avanzato del Verona ed è grazie a lui che i gialloblù non stanno risentendo dell'assenza a centrocampo di Miguel Veloso. Con le dovute proporzioni, il suo modo di giocare ricorda quello di Andres Iniesta nel periodo in cui veniva schierato trequartista/ala sinistra: un giocatore agile e ottimo in conduzione di palla, che riesce a trovare linee di passaggio dove gli altri vedono solo porte chiuse. Sempre con le dovute proporzioni, ripetiamo, perché Zaccagni non è Iniesta, vero, ma è comunque un giocatore di alto livello e, soprattutto, continuo. Molto abile e veloce nel portare palla, cosa che gli permette di attaccare rapidamente la porta in campo aperto, ambidestro, dotato di un buon dribbling e di un discreto fisico, è il vero uomo assist del Verona. Una pecca, però, ce l'ha anche lui: gli servirebbe più freddezza sotto porta. Questo perché non stiamo parlando di un giocatore senza un buon tiro, anzi, né di uno che in area o al limite non arriva mai, ma di uno che finora ha capitalizzato meno di quanto avrebbe potuto. Tuttavia, ha sia il tempo, sia le qualità per migliorare anche in questo aspetto ed è difficile che nessuna big chieda di lui, a luglio.

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