La Juventus femminile è a un passo dallo scudetto

Grazie al 4-0 sul Milan, si avvicina il quarto titolo di fila. Protagonista, anche ieri, il portiere Laura Giuliani

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08 March, 2021

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Quindici vittorie in altrettanti incontri, più di tre goal a partita segnati e l'unica avversaria per il campionato che fosse rimasta, il Milan, strapazzata per 4-0 nello scontro diretto. Ieri pomeriggio, la Juventus femminile ha ipotecato il suo quarto scudetto consecutivo, che vorrebbe dire mantenere il 100% di successi, in Serie A, da quando il club è nato: nel 2017. Una striscia pazzesca. A impressionare, però, sono tutti i numeri delle piemontesi, capaci non solo di battere due volte su due un'altra potenza come il Milan, ma anche di avere più goal segnati (47), che punti conquistati (45). Ora, per perdere lo scudetto a favore delle rossonere, le bianconere dovrebbero lasciare per strada almeno sette punti nelle altrettante gare rimaste: uno scenario molto improbabile.

A un attacco da paura, la Juventus associa una difesa impenetrabile, guidata dal portiere titolare della Nazionale, Laura Giuliani. In un anno in cui tante volte Sara Gama, difensore centrale e capitano della squadra, è mancata per infortunio, l'esperienza e le qualità di Giuliani sono state fondamentali per tenere alta l'attenzione in ogni momento: sono solo sette i goal che le bianconere hanno subito, in campionato, meno di 0.5 a partita. Anche ieri, nella partita per lo scudetto, Giuliani è stata determinante, grazie a due parate fondamentali che hanno permesso alla Juventus di mantenere il 2-0, prima di chiudere l'incontro. E pensare che la lombarda, tra i pali, ci era finita solo perché era la più alta del gruppo, quando ancora giocava con i maschi, da piccola. Dopo un po' di ambientamento, però, decise di non lasciare più quel ruolo e, a quanto pare, fu la scelta giusta. Per lei, indossare i guantoni è ormai come un rito sacro: una volta infilato il sinistro, che mette sempre per primo, si sente pronta per la battaglia. Una determinazione che mostra spesso sul campo. L'attenzione con cui segue l'azione, la scelta di tempo nelle uscite e la reattività tra i pali, poi, hanno fatto il resto, portandola a essere, a 27 anni, il miglior portiere italiano.

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