Azzurri, anno 0

Tascout

18 Ottobre, 2018

Da dove ripartire? Tanto per cominciare si dovrebbe rivedere l’assetto dei campionati, sia per concedere ai giovani una filiera efficace di crescita, sia per garantire ai club la sostenibilità finanziaria. L’area professionistica andrebbe ridotta, auspicabilmente con 18 società in A, 18 in B e 40 in C, in cui inserire le seconde squadre, strumento ideale per far crescere i giovani in un contesto competitivo. Finora i tre tornei professionistici si sono parlati a fatica ma è necessaria una ridefinizione dei rapporti che assegni a ciascuno un compito definito. È essenziale formare adeguatamente i tecnici, con un rinnovamento di Coverciano. Andrebbe limitato il numero di stranieri nelle giovanili, tenendo però conto dei cambiamenti demografici del Paese: per esempio si potrebbero inserire nei campionati giovanili le liste con un numero minimo di atleti formati in casa, come per le prime squadre.


Investimenti obbligatori

Nell’ultimo decennio la Serie A ha accumulato un fatturato di 16,9 miliardi ma 15,4 se ne sono andati in spese sportive, tra stipendi e trasferimenti. Va bene la libertà d’impresa ma in Italia si fa troppa fatica a concepire investimenti di medio-lungo termine che assicurino uno sviluppo strutturale.


Stadi, sicurezza e tifo

In attesa di nuove costruzioni o ristrutturazioni, va migliorata l’esperienza del tifo dal vivo attraverso un innalzamento dei servizi degli stadi, anche perché il prodotto si vende meglio ai media con una «scenografia» accattivante e un’esperienza uniforme in tutti gli impianti (l’introduzione del Var sul maxischermo allo stadio è un fattore positivo in questo senso). I tifosi sono il vero patrimonio del calcio italiano, servono strategie di agevolazione, anche attraverso politiche di prezzo. Da combattere assolutamente la violenza del tifo anche fuori dallo stadio, viste le recenti allarmanti statistiche.

Tascout

Team tascout

Tags

#calcio

Registrati ora a Tascout!

Inizia

Potrebbero interessarti