Scouting 2.0

Tascout

26 Novembre, 2018

Le attività di ricerca e selezione dei calciatori hanno ormai acquisito assoluta centralità, anche e soprattutto per i club italiani che ancora non sono stati inondati da capitali cinesi e arabi.
Sono cresciuti gli investimenti nel potenziamento degli strumenti utili a individuare i talenti con un cartellino ancora accessibile economicamente, e che potrebbero essere rivenduti generando plusvalenze rilevanti.

 

Videoscouting

Al videoscouting ha creduto subito l’Udinese della famiglia Pozzo, tanto da stipendiare una folta schiera di persone per visionare centinaia di calciatori a settimana.
Un modello a cui si sono ispirati l’ex amministratore delegato del Parma Pietro Leonardi, l’ex direttore sportivo del Napoli Riccardo Bigon e la dirigenza del Palermo.
La storia ci racconta, però, che il primo ad essere stato avvicinato a Wyscout, leader planetario della videotrasmissione di match calcistici di qualsiasi federazione calcistica, fu il mister Serse Cosmi nel 2004, quando sedeva sulla panchina del Genoa.
La piattaforma di Wyscout, è diventata, negli anni, una vera e propria “enciclopedia del calcio” per gli addetti ai lavori e giornalisti, dato che, sottoscrivendo un abbonamento, si può visionare qualsiasi partita e giocatore di qualsiasi federazione nazionale, analizzarne il rendimento, vivisezionare ogni match per estrarne dati statistici, contrattare con tutti gli addetti ai lavori.

 

Il business dello scouting

L’affarismo calcistico attira milioni di italiani tanto che, in combinazione con la digitalizzazione di ogni attività, si moltiplicano quotidianamente le proposte commerciali (non tutte certo affidabili in termini di competenza, professionalità ed esperienza) di servizi, corsi, strumenti, app, software nell’ambito della ricerca di talenti e dell’analisi di calciatori e match.E c’è chi è più abile degli altri a giocare a calcio.

 

Diventare un osservatore calcistico

Grazie all’evoluzione tecnologica, il mondo professionistico del pallone si rivela sempre meno chiuso, aprendosi anche a chi non ha un curriculum calcistico significativo o a chi non ha discendenze calcistiche.
Del resto, lo stesso Filippo Galli, Football Academy Director del Milan, ammette di lasciare aperta una porta a chiunque ambisca a intraprendere il mestiere di osservatore, perché anche chi non è un ex calciatore oppure è completamente fuori dal giro “qualora si dimostri davvero bravo può diventare un dipendente della società o ricevere dei compensi rapportati al valore del giocatore segnalato”.
Incoraggianti in questo senso sono altresì le parole di Andrea Innocenti ai tempi dell’Empoli in veste di responsabile del settore giovanile: “Valutiamo sempre con attenzione le autocandidature. Le forme di retribuzione sono varie: ci sono osservatori contrattualizzati, a rimborso spese chilometrico e volontari.
Di solito, viene garantito un premio per i giocatori debuttanti in prima squadra oppure per quelli ceduti con plusvalenza.”

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