Da dove nasce la mitica "zona Cesarini" ?

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20 Marzo, 2020

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Molti hanno sentito citare la "zona Cesarini" per indicare un gol segnato nel finale di partita. 

Ma in pochi sanno che questa famosa frase risale addirittura al 1931 grazie a Renato Cesarini (nella foto), calciatore italo argentino che giocò dal 1929 al 1935 con la Juventus.

In particolare, il 13 dicembre del '31, a Torino, venne giocata una partita valida per la Coppa Internazionale (il torneo precursore degli Europei di calcio) tra Italia e Ungheria.
Il match finì 3 a 2 per gli azzurri, grazie ad un gol segnato al 90’ minuto proprio da Cesarini. Non una novità assoluta per il giocatore della Nazionale e della Juventus che anche in altre occasioni aveva realizzzato allo scadere delle partite. Proprio per questa sua caratteristica, pochi giorni dopo, il giornalista sportivo Eugenio Danese nel commentare una gara di Serie A dove l’Ambrosiana segnò il gol del 2 a 1 contro la Roma nella coda del match, parlò di “caso Cesarini”.

Di seguito molti suoi colleghi ripresero questa espressione rinominandola però “zona”, per alcuni attingendo addirittura al gioco del bridge dove essere “in zona” vuol dire avere chiuso una manche.

«Cesarini, quello della zona Cesarini, proprio lui: quando dai il tuo nome a un pezzetto di Tempo — il quale è solo di Dio, dice la Bibbia — qualcosa nella vita lo hai fatto.» (Alessandro Baricco, 2015).

Renato Cesarini non viene ricordato come un fuoriclasse, non è stato il goleador della Juve di quegli anni, nè della Nazionale. Però, come dice Baricco, non si può certo affermare che nella vita, o meglio, nella sua carriera calcistica, non abbia lasciato il segno. In effetti realizzò altri gol allo scadere: contro l’Alessandria nel ‘31, contro la Lazio nel ‘32 e contro il Genoa nel ’33; continuò a giocare fino al 1937 e terminò la sua carriera nel River Plate, in Argentina dove era cresciuto e dove aveva tirato i suoi primi calci ad un pallone.
Dopo il ritiro dal calcio divenne allenatore prima del River Plate poi di Boca Juniors, Pordenone, nazionale argentina e Juventus e proprio con quest’ultima, nell’annata 1959-1960, vinse sia scudetto che Coppa Italia. Cesarini morì nel 1969 a Buenos Aires, ma la sua "eredità" resiste anche oggi nel nostro calcio.

Del resto la “zona Cesarini”, la rete decisiva in extremis, sembra la metafora del momento che stiamo vivendo: 89 lunghissimi minuti di sofferenza, ma bastano pochi secondi per cambiare tutta la storia. Oggi, aspettiamo tutti quel gol.

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